“Ci interessa portare a galla la verità, ma ancor più tutelare un servizio che riguarda migliaia di bambini e che, fino ad oggi, ha espresso un’ ottima qualità grazie alla presenza della gestione diretta, che ora si vorrebbe andare a cancellare”. Questa la dichiarazione del Co.Sec che interviene con toni accesi sulla proposta di Delibera di Giunta dei giorni scorsi.
“La proposta di Delibera di Giunta rinvenuta in questi giorni, sul “riconoscimento di legittimità di debiti fuori bilancio relativi al servizio di refezione scolastica” – scrive in una nota il Co. Sec. – avvalora i nostri più che legittimi dubbi sulla mancata trasparenza da parte dell’amministrazione comunale nel processo di partecipazione intrapreso. E’ importante ricordare come già dal 4 Febbraio, data del primo incontro ufficiale all’interno della II° Commissione Consiliare, il Co.Sec avesse richiesto dati ufficiali che certificassero il quadro economico di otto anni di esternalizzazione. Allora come oggi ritenevamo che, per un adeguato processo di riorganizzazione del servizio stesso, fosse imprescindibile disporre di numeri certi sulle diverse modalità di gestione attuate e dunque sul reale costo del servizio a carico dell’amministrazione.
Eppure il 24 Marzo, data d’inizio del processo di partecipazione, Assessori e Dirigenti competenti hanno preferito non rendere pubblica la presenza di un ingente debito nei confronti del gestore, nonostante ne fossero pienamente a conoscenza. Già allora, le mancate risposte avevano prodotto un tavolo svuotato dalla maggioranza dei soggetti coinvolti e di una discussione poiché priva dei dati essenziali a legittimare qualsiasi scelta. Le falsità si sono susseguite fino all’incontro del 29 Aprile, giorno in cui in II^ Commissione, l’Assessore al Bilancio non solo ha negato la presenza di alcun debito nei confronti della ditta All Foods, ma ha avuto l’ardire di utilizzare carta e penna per presentare, in maniera del tutto sommaria, i conti di otto anni di servizio.
La partecipazione dunque, come dimostratosi anche nel caso dei Sec, è stata solo una facciata dietro cui si sono celati i reali interessi dell’amministrazione: privatizzare il servizio attraverso la concessione della totale gestione dello stesso. Un’ipotesi che fa gola all’attuale gestore, altrimenti non si spiegherebbe il perché di un mancato contenzioso nei confronti dell’amministrazione a fronte del considerevole debito maturato; ci chiediamo se ciò non scaturisca dal fatto che, un’ eventualità simile, condurrebbe all’inevitabile esclusione dal bando. Del resto i buoni rapporti tra azienda e amministrazione non sono mai mancati: durante la precedente Giunta, all’incarico di Assessore al Bilancio, figurava uno dei principali dirigenti della stessa proprio mentre si procedeva all’assegnazione del servizio per i successivi otto anni.
Dopo esserci sentiti ripetere tante volte, così come per i Sec, che il servizio andava riorganizzato anche a causa del calo della domanda, viene logico chiedersi come mai le spese preventivate nel 2013 non siano state sufficienti a coprire i costi del servizio. Vi è forse stato un boom di iscrizioni? Sarebbe interessante anche sapere che fine abbiano fatto i soldi delle rette pagate dai genitori ad esempio, per l’anno 2015, anche in considerazione dell’ aumento lineare del 15% delle tariffe deliberato pochi mesi or sono, vista la mancata rimodulazione degli scaglioni Isee, così come era stato proposto da noi e approvato in seduta di Consiglio.
Fino a quando non verrà fatta totale chiarezza, riteniamo impossibile procedere all’indizione di un nuovo bando che risulterebbe altrimenti viziato dalla mancanza di trasparenza fin qui adottata. Proponiamo di bloccare ogni ipotesi di concessione: diversamente l’amministrazione dimostrerebbe tutta la sua ricattabilità e il fatto di non aver voluto consapevolmente fornire, fino ad oggi, una valutazione economica complessiva.E’ necessario perciò prestabilire il prolungamento dell’attuale sistema di gestione fino al termine dell’anno scolastico in corso, come da noi sempre richiesto, per far luce sulla reale situazione economica del servizio e garantire la massima correttezza verso quelli che sono i primi contribuenti: noi genitori”.
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