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Delibera sull’aborto: associazioni ternane in piazza contro Tesei

(i.a.) Una piazza IV Novembre piena a Perugia per il 21 giugno, in occasione della manifestazione Libere di Decidere contro la delibera che ha abrogato il day hospital per l’interruzione volontaria di gravidanza, emanata dalla giunta Tesei nei giorni scorsi. Moltissime le associazioni ternane presenti, tra cui Amnesty International, Civiltà Laica e Terni Donne. Alessandro Chiometti, presidente dell’associazione Civiltà Laica, dice: “La folla in piazza la scorsa domenica fa piacere perché indica che la coscienza delle persone è ancora attiva; ciò però non può cancellare l’amarezza per il fatto che ancora una volta la politica viene fatta cancellando i diritti acquisiti. Questa gente che si sente investita dal diritto divino in impone il proprio pensiero agli altri base a dogmi antiscientifici, in nome di un presunto bene superiore semplicemente perché a loro non va giù che le persone siano libere di scegliere, anche se la scelta ricade solo sul diretto interessato”. Molti gli interventi di donne di tutte le età che hanno raccontato le loro storie personali; anche gli uomini hanno dato il loro supporto schierandosi apertamente dalla parte della libera scelta.

“Ci vogliono disinformate!”, “Questa delibera obbliga le donne a un trattamento sanitario obbligatorio, un TSO, come i malati di mente!”, le grida di protesta che partono dal centro della piazza durante la manifestazione. Tanti i giovanissimi, con molti striscioni anche di critica politica, come ad esempio “TeSei la peggio, ma il PD non era meglio!” o “-Pillon +Pillolon” o ancora “L’Umbria intera te lo dice Te-sei di troppo, non avrai pace”. Anche qualche cosplay in tema, con un paio di ragazze vestite come nella serie The handmaid’s tale, che racconta di un futuro distopico in cui la libertà delle donne è estremamente limitata. Ma la piazza si è tinta di rosso, come richiedeva la Rete Umbra, e i manifestanti hanno riempito anche parte di Corso Vannucci. Durante il comizio è stato ribadito che la protesta non è finita qui, dal momento che, come detto dagli organizzatori, “ci sono ancora 194 motivi per scendere in piazza”.

Foto: ALLEVA ©

 

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