Home / Archivio / “Paese che vai”: Orvieto, la perla del Ternano. Il duomo e…
orvieto 3

“Paese che vai”: Orvieto, la perla del Ternano. Il duomo e…

Parte oggi una nuova rubrica settimanale di TerniLife. Si chiama “Paese che vai”. È a cura di Ilaria Alleva e punta a far conoscere, ai ternani e non, i nostri comuni. Bellezze tutte da scoprire, tra architettura, storia, gusto, appuntamenti. “Paese che vai” punta a creare un almanacco, un’agenda, che permetta a tutti di saperne di più dei nostri paesi, di scoprirli prima leggendo e poi visitandoli, in un weekend, in un giorno, per una vacanza lunga o corta, per un pranzo o una cena. Vi consiglieremo cosa visitare e gli eventi irrinunciabili cui è impossibile non partecipare. TerniLife è disponibile a integrazioni e segnalazioni, pronta ad ascoltare tutte le realtà del territorio. Scriveteci! [email protected]

(di Ilaria Alleva) Il duomo, il jazz e… oggi su “Paese che vai” scopriamo Orvieto.

DOVE SI TROVA – Orvieto con i suoi 20.253 abitanti è uno dei più grandi comuni in provincia di Terni, da cui dista 74km. Si erge a 325 m s.l.m. su una roccia di tufo nella parte sud-occidentale dell’Umbria, a circa 45km da Viterbo, in posizione dominante sulla valle del Tevere. (Presentazione del sindaco).

QUANDO NASCE – Si hanno testimonianze di insediamenti umani nel territorio sin dal VII sec. a.C., ma il periodo più importante è stato quello etrusco: in Orvieto è stata identificata una delle 12 città-stato dell’Etruria, più precisamente “Velzna”, ribattezzata poi “Volsinii” dai romani. Polo commerciale, militare, spirituale e artistico di grande valore durante il VI e il IV sec. a.C., la città decadde in epoca romana e fu preda di varie invasioni nel periodo che seguì la caduta dell’Impero. Dopo aver cambiato ubicazione più volte, venne rifondata sulla rupe orvietana come Ourbibentus, cittadella altomedievale che, nell’arco di qualche secolo, cambierà nome in Urbs Vetus, ovvero “Città Vecchia”. Ancora sotto il giogo di diversi domini stranieri dopo l’istituzione del Ducato di Spoleto, diverrà libero comune nel 1137, grazie all’approvazione del papa di cui comunque rimarrà una roccaforte. Il primo podestà insignito dalla Chiesa fu Pietro Parenzo, ma la pace non durò a lungo: le lotte interne tra la famiglia Monaldeschi (guelfi) e la famiglia Filippeschi (ghibellina) dilaniarono la città fino alla definitiva vittoria di Ermanno Monaldeschi nel 1334, conseguita dopo una brevissima esperienza di governo democratico durante la discesa dell’imperatore Enrico IV. Occupata nel 1352 dai Visconti, nel 1354 fu incorporata allo Stato della Chiesa dal cardinale Albornoz, e tornò di nuovo al papa nel 1448 dopo le signorie seguite al grande scisma. Nonostante ciò, tra i secoli XII e XIV Orvieto raggiunse il suo massimo splendore, diventando una potenza militare di circa trentamila abitanti, e, per qualche tempo, espanse di molto i suoi confini. La sua ascesa fu inoltre appoggiata da Firenze, con cui era alleata contro Siena. In questo periodo ci fu una ricca fioritura architettonica e artistica, che ancora oggi caratterizza la città. Dopo una breve parentesi sotto la delegazione di Viterbo, il comune riacquistò la sua autonomia nel 1831. Durante le battute finali dell’unificazione del Regno d’Italia, Orvieto fu annessa all’Umbria da un plebiscito a maggioranza schiacciante.

COSA VEDERE – Tra le varie meraviglie che la città offre, spicca sicuramente la Cattedrale di Santa Maria Assunta, meglio conosciuta come il Duomo di Orvieto. Famoso in tutto il mondo per essere una delle massime realizzazioni artistiche del gotico italiano, ha richiesto un’edificazione durata ben cinque secoli (dal XIII al XVII). Nonostante le immagini si ritrovino in molti libri di testo o nelle cartoline, vederlo dal vivo (sia dentro che fuori) è irrinunciabile. Il pozzo di San Patrizio, capolavoro di ingegneria idraulica, con i suoi 54m di profondità e 13m di diametro offre un’esperienza unica e suggestiva: si può scendere fino in fondo (per 258 scalini) ammirando i giochi di luce e giocando con l’eco, per poi gettare una superstiziosa moneta per risalire felicemente in superficie. Ma il pozzo di San Patrizio non è l’unica attrazione in profondità: c’è un’intera città sotterranea, con oltre 1200 cavità. Scavata facilmente grazie alla conformazione del terreno, è servita agli orvietani sia per la sopravvivenza che per gli scambi commerciali. Nei sotterranei si trovano chiese, labirinti, grotte, pozzi e altre meraviglie nascoste. Tornando in superficie invece, si può godere di varie viste panoramiche, a partire dalla Fortezza di Albornoz, costruita sulla rupe, che oggi ospita i giardini comunali, luogo di relax. C’è poi la Torre del Moro, punto di riferimento per gli orvietani per via dell’orologio installato dal 1885. Superati i 250 ripidi gradini, qui si possono ammirare i tetti e il Duomo. Interessanti anche le Necropoli e le rovine di epoca etrusca, i vari musei archeologici, il museo del Duomo, la chiesa di San Giovenale nel quartiere medievale e, infine, il Teatro Mancinelli.

GLI EVENTI PRINCIPALI – Orvieto è tuttora un ricco polo culturale che offre molti divertimenti per tutto l’anno: a ottobre, per i buongustai, c’è Orvieto con gusto, durante il quale è possibile degustare le prelibatezze enogastronomiche della regione. La stagione del teatro Mancinelli riparte in autunno: quest’anno andrà in scena tra i vari spettacoli anche Il Barbiere di Siviglia. Tra Natale e Capodanno c’è l’Umbria Jazz Winter, festival musicale di grande risonanza, famoso in tutta l’Umbria; inoltre nello stesso periodo è possibile vedere il Presepe nel pozzo. Tra maggio e giugno la città fiorisce e rispolvera le antiche tradizioni: tra la festa della Palombella, il palio, i cortei storici, il Corpus Domini e Orvieto in fiore la città torna al medioevo. Anche con il caldo gli orvietani non rinunciano alla musica: dopo il festival Orvieto Musica&Cultura che apre la bella stagione tra aprile e maggio, si saluta l’estate con l’Orvieto Folk Festival di agosto. In definitiva, una città sempre ricca di attrazioni per tutti i gusti.

Foto: TerniLife ©

PrintFriendly and PDF

Lascia un Commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato.I campi obbligatori sono evidenziati *

*

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>