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La lettera di Ercole, a un passo dalla morte: “Mi avete ridato la vita: grazie agli ospedali di Terni, Amelia e Rieti”

Ci scrive un lettore, Ercole Violino, che vuole ringraziare chi gli ha salvato la vita e chi lo sta aiutando in un lungo e difficile percorso riabilitativo. Ecco la sua lettera.

La mattina del 15 febbraio al risveglio ho avvertito dei dolori intercostali, ho pensato di fare colazione e prendere un antinfiammatorio. Verso le 8.00 mi sono recato a lavoro e arrivato sul posto ho accusato un forte dolore dalla trachea, all’addome, per poi arrivare all’inguine fino a non sentire più la gamba sinistra. A quel punto, nell’incoscienza di cosa mi stesse succedendo sono risalito in macchina con la mia cagnolina per tornare a casa da mia moglie. Da lì non ricordo niente: né il tragitto, né l’arrivo a casa e neanche il trasporto in ambulanza all’ospedale San Camillo de Lellis.

Lì sono stati molto rapidi e efficaci da come raccontano i miei figli nel diagnosticare “una dissecazione dell’aorta toracica-addominale e un ‘arto marezzato’. In tempo breve mi hanno trasferito all’ospedale Santa Maria di Terni. Tutto ciò grazie alla dottoressa Claudia Frusta  e all’anestesista Lorenzo Firmi il quale, non riuscendo a mettersi in comunicazione con i centralini di Roma e Terni, con il suo cellulare si è messo in contatto con l’equipe di cardiochirurgia che con molta prontezza e professionalità mi hanno accolto in sala operatoria.

Un ringraziamento speciale al dottor Valentino Borghetti, cardiochirurgo e a tutta la sua equipe e un ringraziamento all’equipe cardiovascolare che collaborando in un doppio intervento mi hanno ridato la vita e le mie gambe. Una volta che si è sciolta la prognosi riservata, sono stato trasferito all’ospedale Santa Maria Dei Laici di Amelia nel reparto di riabilitazione di cardiochirurgia dove sono ancora oggi. Giorno dopo giorno, a piccoli passi, ho grandi soddisfazioni: cammino e sono tornato autosufficiente grazie alla dottoressa Maria Nivella Suadoni e a tutta la sua equipe, dai cardiochirurghi, agli infermieri fino agli oss e i fisioterapisti. Tutti mi hanno tranquillizzato e rassicurato che  con la mia forza di volontà e la loro professionalità tutto poteva tornare come prima. Grazie di cuore a tutte le persone che mi sono state vicine. Ercole Violino

Foto: RietiLife ©

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