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Ricerca sul cancro, Airc Umbria: “Nel 2017 finanziati progetti per oltre un milione” di euro.

L’Associazione Italiana per la Ricerca sul Cancro, in occasione della Festa della Mamma, rinnova il suo impegno per la salute delle donne colorando migliaia di città e piccoli centri con l’Azalea della Ricerca, pianta che da più di trent’anni contribuisce a migliorare la prevenzione e la cura dei tumori femminili.

Domenica 13 maggio in 56 piazze torna anche in Umbria l’Azalea della Ricerca dell’Associazione Italiana per la Ricerca sul Cancro, un regalo speciale per festeggiare le mamme e tutte le donne. Questo fiore, simbolo della salute femminile, ha permesso ad AIRC, solo negli ultimi 5 anni, di investire oltre 64 milioni di euro per sostenere 498 progetti di ricerca e 126 borse di studio per studi sulla prevenzione, la diagnosi e la cura dei tumori femminili.

‘Sbocciata’ per la prima volta nel 1984 in poche centinaia di esemplari, l’Azalea della Ricerca in oltre trent’anni ha messo radici ben salde nel cuore dei sostenitori dell’Associazione, diventando una preziosa alleata per le donne e per i ricercatori impegnati ogni giorno a individuare nuove terapie per rendere queste forme di cancro sempre più curabili. Più di 20 mila volontari AIRC saranno nelle piazze delle nostre città anche quest’anno – in occasione della Festa della Mamma – per distribuire 580.000 coloratissime azalee. L’azalea della ricerca è in Umbria dal 1994. Più di 130 dei 250 volontari AIRC saranno presenti nelle piazze della nostra regione. Quest’anno i volontari AIRC saranno affiancati dai professionisti dell’Ordine dei Dottori Agronomi e Dottori Forestali della provincia di Perugia, che parteciperanno attivamente alla vendita in molte piazze e saranno pronti ad offrire consigli su come coltivare e far rifiorire le azalee.

A fronte di una donazione di 15 euro, insieme alla piantina verrà consegnata una speciale Guida interamente dedicata alla salute in rosa con indicazioni pratiche degli esperti sui percorsi di prevenzione e diagnosi precoce. Nel 2017, in Italia, a 65.800 donne è stato diagnosticato un tumore alla mammella o agli organi riproduttivi. Il cancro al seno è il più diffuso con circa 50.000 nuovi casi: si stima che ne sia colpita 1 donna su 8 nell’arco della vita. È però la patologia per la quale, negli ultimi due decenni, la ricerca ha ottenuto i migliori risultati portando la sopravvivenza, a cinque anni dalla diagnosi, a crescere dall’81% all’87%. Un traguardo importante ma ancora lontano dall’obiettivo del 100%.

Resta molto da fare, ad esempio, per il tumore triplo negativo che colpisce soprattutto in giovane età, e per il carcinoma mammario metastatico che oggi interessa circa 36.000 donne alle quali è necessario garantire una sempre migliore qualità di vita con terapie specifiche*.

Lo scorso anno i tumori ginecologici hanno, invece, colpito nel complesso 15.800 pazienti. 8.300 sono state le diagnosi di cancro all’endometrio e 2.300 alla cervice uterina: per queste patologie la sopravvivenza a cinque anni ha registrato una crescita costante arrivando rispettivamente al 77% e al 68%. Diversa è la situazione per il tumore dell’ovaio – che ha riguardato circa 5.200 donne – perché è difficile da diagnosticare precocemente, presenta un alto tasso di recidiva e di resistenza ai farmaci*.

Per superare questi aspetti critici i ricercatori AIRC si stanno muovendo in due direzioni: da un lato provano nuove combinazioni di farmaci capaci di ridurre la resistenza e dall’altro, grazie all’immunoterapia, cercano di individuare cellule capaci di stimolare le risposte immuni dei pazienti.

FONDI DESTINATI ALLA RICERCA SUL CANCRO NEL 2017

Grazie alla generosità di soci, volontari, contribuenti, sostenitori, testatori e al sostegno dei mezzi di comunicazione, alla fine del 2017 AIRC e FIRC hanno raccolto fondi a sufficienza per deliberare di erogare 91.168.510 euro a favore della ricerca oncologica.

Nello specifico le erogazioni sono state destinate a:

Borse di studio per l’Italia: il primo passo da ricercatore € 3.515.000
Borse di studio per l’estero: borse di studio per completare la formazione € 647.267
My First AIRC Grant (MFAG): il primo progetto AIRC per favorire l’indipendenza € 5.084.546
Start-Up: progetti per sostenere il rientro dei ricercatori in Italia € 1.978.720
Investigator Grant (IG): progetti di ricerca condotti da ricercatori affermati € 57.668.477
Programma di oncologia clinica molecolare: programmi per portare la ricerca di base al letto del paziente € 1.850.000
Programma di diagnosi precoce e analisi del rischio di sviluppare un tumore: programmi per portare la ricerca di base al letto del paziente € 4.510.000
Programma di Ricerca Multi-User Equipment: programmi per dotare i laboratori di infrastrutture di ricerca innovative € 100.000
Programmi Speciali € 300.000
Sostegno a meeting scientifici e altre attività istituzionali € 14.500
IFOM – Istituto FIRC di oncologia molecolare € 15.500.000
Totale € 91.168.510

AIRC continua instancabilmente a promuovere nuove strategie di ricerca, per individuare terapie contro il cancro sempre più efficaci.
Obiettivo che può essere realizzato solo con l’appoggio di tutti

 

In Umbria nel 2017:

5 borse di studio Alessandra Venanzi, Desirée Bartolini, Valerio Ciaurro, Corinne Quadalti, Sara Chiappalupi 1 My First AIRC Grant Paolo Sportoletti, 1 Progetto Start Up Antonio Pierini, 6 Investigator Grant Rosario Donato, Brunangelo Falini, Francesca Fallarino, Paolo Puccetti, Enrico Tiacci, Andrea Velardi.

Per un finanziamento totale superiore a 1.050.000 Euro


 

 

Dott. Antonio Pierini. – Il nostro gruppo di ricerca che opera all’interno del programma trapianto di cellule staminali emopoietiche diretto dal Prof. Andrea Velardi, si occupa dello studio delle cellule T regolatorie, una popolazione di cellule linfoidi che ha la capacità di regolare la risposta immunitaria. Il nostro gruppo trapianto a Perugia ha per la prima volta dimostrato come una terapia basata sull’utilizzo di queste cellule sia in grado di migliorare l’efficacia e la sicurezza del trapianto di midollo osseo permettendo la guarigione di molti pazienti affetti da leucemia acuta ad alto rischio altrimenti incurabile. Grazie ad AIRC abbiamo dimostrato come le cellule T regolatorie svolgano un ruolo fondamentale nel normale sviluppo del sistema immunitario all’interno del midollo osseo e stiamo studiando come poter estendere il loro utilizzo anche a pazienti con leucemia acuta in fase avanzata o ad altre neoplasie ematologiche maligne per cui ad oggi non esistono terapie alternative efficaci.

 

 

Prof.ssa Francesca Riuzzi del gruppo di ricerca del Prof. Rosario Francesco Donato: Il nostro progetto riguarda alcuni aspetti cellulari e molecolari relativi a una frequente complicazione di alcune patologie tumorali (soprattutto tumori del pancreas, dello stomaco, dell’intestino, del polmone, melanomi) specialmente in fase terminale, ossia la cachessia. Questa è definibile come la condizione di estrema riduzione della massa di tessuto adiposo e della massa muscolare, che da un punto di vista statistico è la diretta causa di morte (per insufficienza respiratoria in circa un terzo dei pazienti affetti da cancro). Il nostro progetto è incentrato sul ruolo di un recettore (chiamato RAGE, di cui ci occupiamo da anni) nella insorgenza della cachessia. In via teorica (al momento), il blocco dell’attività di questo recettore (e/o delle molecole che lo attivano), potrebbe ridurre l’incidenza della cachessia e quindi prolungare la sopravvivenza del malato. Il nostro progetto si svolge con l’uso di modelli animali di cachessia indotta da cancro, oltre che su cellule muscolari coltivate in vitro. Uno degli scopi del progetto è quello di verificare se la misurazione di RAGE (tempo di comparsa) possa essere usata come indice predittivo del fatto che quel dato paziente portatore di tumore abbia un’elevata probabilità di andare incontro a cachessia. Un’indicazione del genere potrebbe permette all’oncologo di mettere in atto misure terapeutiche atte a prevenire l’insorgenza di cachessia.

 

Il gruppo di ricerca del Dr. Sportoletti studia la Leucemia Linfatica Cronica (LLC), attualmente la prima forma di leucemia dell’adulto nel mondo occidentale ed in costante incremento in relazione al progressivo aumento dell’aspettativa di vita. Negli ultimi anni gli studi condotti dal Dr. Sportoletti e collaboratori hanno permesso di identificare un gene chiamato NOTCH1 che risulta alterato in un numero elevato di pazienti con LLC, soprattutto in quelli che hanno una cattiva prognosi. Il progetto finanziato da AIRC ha l’obiettivo di migliorare la comprensione dei meccanismi di malattia, cioè capire come e perché la LLC si sviluppa e di utilizzare queste nuove conoscenze per definire strategie terapeutiche innovative. Gli studi condotti fino ad oggi con il supporto di AIRC hanno consentito di identificare una molecola che è in grado di contrastare l’azione del gene NOTCH1 nelle cellule malate con il risultato ultimo di uccidere selettivamente le sole cellule leucemiche in vitro risparmiando i globuli bianchi normali dei pazienti. I risultati di questo lavoro sono stati recentemente pubblicati nella rivista scientifica internazionale “International Journal of Cancer”.

Prof. Enrico Tiacci – Istituto di Ematologia, Università e Ospedale di Perugia: Grazie ad AIRC, qualche anno fa abbiamo scoperto, insieme al Prof. Brunangelo Falini, la causa della leucemia a cellule capellute, una forma particolare di leucemia dovuta alla mutazione del gene BRAF in quasi il 100% dei casi. Quando questo gene viene alterato in una cellula del sangue, la trasforma in cellula leucemica dotandola di estroflessioni simili a capelli e facendola proliferare incontrollatamente a scapito delle altre cellule normali. Ma, grazie a un farmaco “intelligente” in grado di bloccare BRAF, il vemurafenib, abbiamo visto che le cellule leucemiche prelevate dai pazienti ed esposte in laboratorio a questo farmaco perdevano le loro capellosità e poi morivano. Così, per primi al mondo a Perugia, abbiamo somministrato questo farmaco, che si assume semplicemente per bocca, a pazienti non più responsivi alla chemioterapia tradizionale, ottenendo una rapida remissione della malattia in quasi tutti. Tra l’altro, senza gli effetti tossici della chemioterapia, che uccide indiscriminatamente tutte le cellule proliferanti, comprese quelle normali, mentre il vemurafenib colpisce solo le cellule leucemiche dove BRAF è mutato. Però, da solo il vemurafenib non riesce a eradicare del tutto la leucemia e, una volta smesso il farmaco, essa si riespande recidivando dopo un certo periodo di tempo. Ora, con il supporto anche di AIRC, stiamo sperimentando nei pazienti non più responsivi alla chemioterapia un trattamento di combinazione, sempre non chemioterapico, aggiungendo al vemurafenib (che uccide le cellule leucemiche penetrandovi dentro) il rituximab, un anticorpo che invece elimina le cellule leucemiche aderendovi da fuori e richiamando contro di esse le armi del sistema immunitario. Con questi due farmaci insieme stiamo ottenendo risultati impressionanti: quasi tutti i pazienti raggiungono remissioni di malattia più profonde e durature che con il solo vemurafenib, e in circa la metà dei casi addirittura non riusciamo più a evidenziare alcuna traccia di malattia. Un risultato che ci spinge a valutare se questo trattamento possa essere applicato da subito, anche in alternativa alla chemioterapia, in tutti i pazienti con leucemia a cellule capellute.

 

Era presente alla conferenza stampa, in qualità di testimonial AIRC, anche Federico Angelucci, il noto showman umbro che ha partecipato con successo all’ultima edizione di Tale e Quale Show e con le sue iniziative come Aspettando l’Epifania sostiene da anni AIRC.

Federico sarà presente in piazza a Foligno in occasione della vendita delle azalee.

In occasione della conferenza stampa Marco Roccetti ha parlato del torneo di calcetto in favore di AIRC, organizzato dal dopolavoro ferroviario di Foligno ,che si svolge da 5 anni in memoria dei colleghi scomparsi a causa del cancro. L’appuntamento è per venerdì 18 maggio alle 16 a Foligno, il ricavato dell’iniziativa sarà interamente devoluto ad AIRC.

Foto: AIRC ©

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