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“Economia arancione, storie e politiche della creatività”: un successo la presentazione

Allegra, interessante, utile, la presentazione del libro “Economia arancione, storie e politiche della creatività” di Gian Paolo Manzella. L’autore ha ripercorso la crescita dell’impresa della cultura e della creatività, richiamandone i tratti distintivi e analizzando le strategie che in tanti luoghi del mondo ne hanno fatto spesso un pilastro per la crescita.

Le imprese dei creativi, dunque, ma anche i creativi nelle imprese e nella pubblica amministrazione: grandi sono infatti i vantaggi, anche per le imprese “tradizionali” e per gli enti pubblici, della presenza di figure professionali in grado di ragionare al di fuori degli schemi convenzionali legati ai singoli settori e dalla contaminazione tra competenze differenti.

Dal dibattito che ne è seguito è infatti emerso quanto sia controproducente tentare di incasellare in modo settoriale le attività e le figure professionali legate alla creatività, nel quotidiano così come nelle azioni pubbliche di sostegno all’impresa.

Emerge il bisogno, invece, di una strategia definita a monte, non imposta dall’alto ma ragionata con tutti gli attori del settore e i cittadini, beneficiari del grande impatto sociale della cultura e della creatività. Accanto a questa, la necessità di un controllo e di una ridefinizione continua delle azioni e delle risorse, anche in modo creativo, come ha mostrato Manzella con l’esempio dei giovani scrittori chiamati a raccontare le storie dei giovani creativi e delle loro esperienze.

Nella discussione, Manzella identifica anche i tanti esempi di città industriali che, grazie alle strategie che hanno reso la creatività e la cultura centrali nella definizione di un nuovo modello di sviluppo, hanno saputo ripartire e rigenerarsi, scoprendosi più dinamiche e attrattive di prima.

“I ringraziamenti: all’autore che con competenza ed ironia ha saputo alimentare una discussione stimolante ed appassionata e a Laura e Ilaria, due ragazze creative che con il loro “Holy food – genuino market” danno un segnale forte di fiducia e intraprendenza e mettono la creatività in vetrina!” scrivono gli organizzatori.

Foto: TerniLife ©

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