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Protezione civile, verso la riforma: primo ok dal Consiglio dei ministri

Con il concetto di «mobilitazione generale» si ottengono due vantaggi: la possibilità di operare, senza la dichiarazione dello stato d’emergenza, sia in previsione dell’evento – supportando le autorità locali – sia nell’immediatezza del fatto, riducendo così l’impatto dei fenomeni. Non sarà inoltre più necessario avere la stima dei danni per dichiarare lo stato d’emergenza: viene stabilito un primo stanziamento e successivamente si farà la conta dei danni. E proprio lo stato d’emergenza viene allungato da un anno (6 mesi più altri 6) a due (12+12).

Si introduce la possibilità di fissare delle «misure economiche urgenti» finalizzate ad alleviare il disagio a persone e attività produttive, in attesa che vengano quantificati i danni reali. Ogni cittadino avrà il diritto di essere informato sui rischi del territorio in cui vive e sulle pianificazioni messe in atto dalle autorità. Ma avrà anche il dovere di essere consapevole dei rischi, di adottare misure di autoprotezione e, soprattutto, di rispettare le indicazioni del sistema di protezione civile.

Foto: (archivio) TerniLife ©

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