Tra i “Luoghi del Cuore del Fai”, primo in Umbria il bacino del Rio Grande di Amelia

Sono 9486 i voti espressi dagli italiani per “salvare” il bacino del Rio Grande di Amelia.

Il 25 febbraio sono stati annunciati i vincitori del decimo censimento del Fai che ogni anno promuove l’iniziativa “I luoghi del cuore”, affinché vengano “salvati”.

Per quanto riguarda il bacino del Rio Grande di Amelia, il sito è stato il più votato dell’Umbria e si è posizionato 29esimo tra tutti i luoghi del cuore d’Italia. Il comitato promotore dell’iniziativa del Fai è composto da rappresentanti dell’associazione Amici del Rio Grande, del Circolo Legambiente Amelia, del Comune di Amelia, della Delegazione FAI di Terni, di Italia Nostra sezione Amelia e della Pro Loco Amelia.

“Il nostro obiettivo – spiega il comitato – è sensibilizzare l’opinione pubblica locale e nazionale sulla situazione attuale del bacino del Rio Grande che è insieme un bene storico-culturale e paesaggistico-ambientale, allo scopo di ottenere interventi che risolvano definitivamente le problematiche ad esso legate e riconsegnino finalmente alla città e a tutto il territorio un luogo di estrema bellezza ma soprattutto di forte legame identitario per tutta la popolazione.

Negli ultimi decenni – continua il comitato – a causa della scarsa manutenzione idraulica e del tamponamento degli scarichi di fondo della diga del Ponte Grande il bacino ha subito un processo di progressivo interramento riducendo l’invaso a pochi centimetri d’acqua per la maggior parte dell’anno. Il ripristino della corretta funzionalità idrica garantirebbe una preziosa riserva d’acqua per Amelia, nonché il recupero di orti e vivai ormai scomparsi che per secoli hanno ravvivato le sponde e forse anche il transito e la permanenza di specie tipiche di zone lacustri, in passato già presenti e più volte avvistate, ponendo le basi per la nascita di un’oasi naturale e faunistica arricchita da infiniti percorsi trekking in cui storia e natura si incontrano in un perfetto equilibrio.

La passeggiata già esistente potrebbe esser estesa con un giro di ronda della diga e con la sistemazione dei sentieri che costeggiano il ramo destro, caratterizzato da un’imponente lecceta. L’anfiteatro naturale sotto la diga della Para che ha come fondale Amelia stessa potrebbe accogliere concerti e spettacoli teatrali. L’intera area potrebbe inoltre ospitare manifestazioni sportive, gite in barca o proporre percorsi a tema come quello degli antichi mulini medioevali. Infine le scuole potrebbero essere coinvolte con percorsi didattico-formativi specifici incentrati sulle varietà vegetali e sulle specie animali del sito mentre uno dei poderi abbandonati della zona potrebbe col tempo diventare un centro studi. Ma nessun progetto di promozione e valorizzazione del sito potrà essere intrapreso se non si provvederà a ripristinare la corretta funzionalità delle dighe sbloccando la stasi progettuale e decisionale che da decenni ha provocato il progressivo inaridimento del bacino”.

Foto: Marco GUAZZARONI ©

 

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