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Marco Matteucci, il regista ternano si racconta a TerniLife

(di Ilaria Alleva) Marco Matteucci, giovane ternano (classe ’96) con la passione per la cinepresa, ha già ottenuto diverse soddisfazioni: dopo una selezione al Lift-Off Global Network di Londra nel 2019 per la campagna #DaiValoreAllaTuaSicurezza, ha raggiunto un primo importante successo con “Gocce d’acqua”. Il corto si è conquistato il Festival Internazionale del Cinema di Militello, poi l’isola del cinema a Roma ed è infine riuscito a sfondare le porte anche di Rai Cinema Channel con il festival Tulipani di Seta Nera (senza contare le varie selezioni in Italia e all’estero). Il corto, che affronta delicatamente il tema della separazione di una coppia, è stato realizzato da un team di ternani, la coregia di Max Nardari e la partecipazione come protagonista dell’attrice Elisabetta Pellini, famosa per “Elisa di Rivombrosa”, “Distretto di Polizia”, “Don Matteo”, “Un medico in famiglia” e molte altre fiction. Marco è regista, sceneggiatore, soggettista e addetto al montaggio. Gli abbiamo fatto alcune domande.

Com’è stato trovarsi così giovane a lavorare al fianco di un’attrice famosa e di un regista affermato?

È stato incredibile. Incredibile perché lavorare con dei professionisti è il mio sogno da sempre e penso che lo sia per tutti quelli che come me si danno da fare per emergere e costruirsi una carriera nel mondo del cinema. Incredibile perché hanno creduto nella mia idea che hanno fatto propria mettendoci sé stessi. Sul set si è creata una sinergia ed una intesa fantastica che ci ha permesso di andare a lavorare sulle sfumature, sui dettagli che spesso fanno la differenza. Incredibile poi, perché quando ho provato a proporgli “Gocce d’acqua” non pensavo di avere molte speranze; Elisabetta è un’attrice affermata… La sua pagina Wikipedia non finisce mai per la lunga lista di fiction e film a cui ha partecipato… mentre Max è già regista di due film incredibili, di cui il primo co-prodotto con la Russia e il secondo indipendente e completamente girato a Terni, oltre a numerosissimi cortometraggi con attori importanti come Alessandro Borghi. Essere riuscito a realizzare un mio progetto con loro significa che non ascoltare quella vocina che ripete sempre che tanto le cose andranno male porta dei risultati!

Hai dichiarato più volte che l’idea ti è venuta leggendo un articolo scientifico sulle gocce d’acqua, ma il corto parla della fine di una relazione. C’è una parte autobiografica?

“Il cinema è uno specchio dipinto” diceva Ettore Scola. In “Gocce d’acqua” senz’altro c’è del mio. L’articolo descriveva perfettamente quelle che erano le sensazioni che potevo dare raccontando questa storia, non tanto per cosa, ma per come è successo. Penso sia un argomento spesso stereotipato, la fine di una relazione. Ho voluto raccontarla diversa, non violenta, non ignorata, ma affrontata con affetto. Nonostante sia molto doloroso, il messaggio è positivo e il confronto con le gocce rende l’idea della possibilità di poter mantenere un affetto per sé stessi e per l’altra/o senza dover per forza distruggere o ignorare un vissuto insieme.

Quali sono i tuoi modelli di riferimento?

Penso che un grande narratore cinematografico sia Alfred Hitchcock. Rimango affascinato anche solo dalla costruzione della sua figura pubblica. Hitchcock era un grande conoscitore del suo pubblico e sapeva perfettamente come portarlo per i sentieri selvaggi dei suoi film. Ammiro moltissimo l’energia e la passione dei personaggi di Damien Chazelle, che riescono a creare un motore emotivo incredibile nelle sue storie. Mentre italiani, per citarne solo due (ma la lista sarebbe lunga), amo Gabriele Muccino, che mi aveva già conquistato con “La ricerca della felicità” e “Come te nessuno mai” e che ha finito di farlo dopo averlo conosciuto un anno fa, quando era in preparazione del suo nuovo film, “Gli anni più belli”. Rimango poi incantato dal fascino dei film di Antonioni, di cui amo “La notte”; film dove i sentimenti dei personaggi riescono a mostrare la parte invisibile delle emozioni umane e molto altro… Incredibile! Insomma cerco di fare un po’ di ricerca!

Hai fatto l’artistico, immagino indirizzo filmico, e sembra che tu stia procedendo bene su questa strada! Cosa consiglieresti ai più giovani che coltivano i tuoi stessi sogni?

Ho fatto l’artistico ma l’indirizzo era architettura; non perché volessi fare l’architetto, ma perché ero convinto fosse il corso che mi avrebbe dato più stimoli per diventare regista. Infatti, la mattina studiavo architettura a scuola e il pomeriggio, aiutato dal Professor Marco Giombini, studiavo cinema. Il mondo della produzione cinematografica è veramente una giungla, ha sistemi tutti suoi e spesso si confondono con l’immaginario che abbiamo del cinema americano. Mi ricordo che ci ho messo veramente tanto a capire quale fosse il compito di un regista in Italia e tutt’ora lo sto ancora scoprendo… L’incertezza e la confusione sono le due dominanti, ma ci sono due cose che fino ad oggi mi hanno salvato e sono non avere un piano B e studiare sempre. Non avere un piano B significa non avere un paracadute. È un po’ da incoscienti perché se non potrò lavorare come regista non saprò davvero cosa fare… Dovrei ricominciare daccapo. Però se avessi un piano B non ci metterei lo stesso sacrificio e la stessa ossessione che metto in ogni cosa che faccio e sicuramente non avrei gli stessi risultati. Mentre studiare è fondamentale, perché mi aiuta ad avere idee creative e originali, perché è il miglior modo per scoprire mondi e viaggiare, cosa che il mito delle droghe certamente non fa. Studiare mi stimola l’immaginazione e credo perciò che non potrò mai smettere!

A cosa stai lavorando ora?

Adesso sono in preparazione per un videoclip che girerò con la mia troupe nei teatri di posa del videocentro di Terni. Sono riuscito a collaborare con Cooldesign, produzione con cui abbiamo scelto di produrre sul territorio anziché a Roma. Non è una sfida facile, sono diversi anni che il videocentro non accoglie produzioni video, però vogliamo provarci!

Progetti per il futuro?

Spero di riuscire a girare il mio prossimo cortometraggio in primavera 2021, di cui sono io stesso curioso di scoprire quale sarà il cast, le location e la produzione! Per adesso mi devo accontentare di sapere la storia!

Foto: Instagram ©

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