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Grimani: “Ecco cosa penso dell’uscita di Fiorini dalla Lega”

L’uscita di scena di Emanuele Fiorini dalla Lega è il simbolo di questo momento storico e politico della città di Terni che riflette a sua volta quanto sta accadendo a livello nazionale: non si può essere sempre costantemente in campagna elettorale e non si può far finta di essere all’opposizione anche quando si è al governo, in questo caso della città”: lo scrive il senatore Grimani.

“La Lega a Terni – come quella a livello nazionale – ha puntato unicamente alla pancia di un elettorato stordito dalla rilevanza mediatica che hanno avuto le vicende che hanno condotto alla conclusione anticipata della precedente consiliatura, cavalcando l’indignazione con iniziative di propaganda e provvedimenti usati come ‘armi di distrazioni di massa’ e scatenando – come ha sottolineato anche il vescovo di Terni monsignor Piemontese – ‘una guerra fra poveri, con proclami miracolistici’.  Messa alla prova, tuttavia, questa  ha dimostrato la propria totale inadeguatezza nel governare e incapacità di prendere posizione su tutte le questioni importanti della città. L’immobilismo del sindaco, stretto nella morsa di una guerra interna fra due suoi assessori per la vicenda del palasport – opera fondamentale per lo sviluppo cittadino, per la quale non a caso la precedente amministrazione aveva gettato premesse che andavano soltanto sviluppate –  e delle divisioni su tutti i temi fondamentali (dal Verdi, al Mercato coperto, alla Fontana di Piazza Tacito), sta facendo perdere di credibilità a Terni e sta facendo scappare anche quei pochi investitori, come la Fondazione Carit, rendendola sempre più isolata” continua Grimani.

“La fuoriuscita di Fiorini mette il sigillo su un fallimento completo di un partito che non sa andare oltre gli slogan buoni per alimentare il fuoco della rabbia e deviare l’attenzione della gente dai litigi interni e dagli insuccessi in sequenza, certificati dall’arrivo in città dell’onorevole Barbara Saltamartini in veste di commissario. Una Lega ternana sempre più in caduta libera, incapace anche di far valere il potenziale dei voti raccolti in città all’interno del direttivo regionale che affianca il segretario senatore Caparvi, nel quale i ternani sono ai margini, senza incarichi di rilievo. Soltanto un partito lontano dalla realtà può vedere nei primi nove mesi di lavoro della Giunta Latini una crescita ed un rinnovamento della città, quando invece il declino e l’isolamento nei quali sta scivolando sono sotto gli occhi di tutti. Come Partito Democratico ci batteremo perché dopo mesi di immobilismo e di slogan, con il paravento del dissesto, si torni a rimettere al centro i veri e reali interessi della città, quelli che la Lega ha dimostrato di non saper difendere e non tenere in giusto conto” dice Grimani.

“Allo stesso tempo, crediamo sia necessario tornare ad abbassare i toni dello scontro politico. Nel ribadire la ferma condanna delle scritte che recentemente hanno visto destinatario il sindaco Latini, ci chiediamo se la Lega non si renda conto di come essa stessa abbia contribuito a rialzare i toni, dando spazio ad iniziative, associazioni e movimenti che hanno rinverdito  pericolose derive nostalgiche.  Continueremo a batterci per il rilancio di una città che non merita un’amministrazione che la sta lentamente facendo affondare, ma lo faremo senza farci coinvolgere nel clima da gazzarra che è stato volutamente creato, bensì evidenziando le lacune e le contraddizioni di chi voleva cambiare verso alla città ma lo sta facendo in peggio” conclude Leonardo Grimani.

Foto: TerniLife ©

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