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Accoglienza e cure del disabile, “il modello Terni è da esportare”

Istituito per garantire l’accoglienza e la presa in carico personalizzata  della persona con disabilità anche complessa, il CAD dell’ospedale di Terni il 5 dicembre ha presentato i risultati dei primi nove mesi di attività, in occasione di un convegno rivolto al personale sanitario, con cui ha avviato un confronto con le associazioni di volontariato e con l’Osservatorio regionale sulla condizione delle persone con disabilità. L’obiettivo è migliorare i percorsi diagnostico-terapeutici, ma intanto di strada se ne è fatta tanta in così poco tempo e proprio dal presidente dell’Osservatorio regionale Raffaele Goretti, è arrivato il riconoscimento all’Azienda ospedaliera di Terni per l’impegno dimostrato per dare risposte adeguate alle esigenze delle persone con disabilità e alle loro famiglie” e l’auspicio che questo modello organizzativo implementato a Terni possa essere “esportato anche in altre strutture ospedaliere”.

In poco più di nove mesi, senza contare i numerosi interventi telefonici tramite il numero verde aziendale,  il CAD ha preso in carico 34 persone per un totale di 76 prestazioni che comprendono sia la diagnostica di laboratorio e strumentale (prelievi ematici, radiografie, ecografie, Eecg, Tac, ecc.) sia le visite specialistiche (visita cardiologica, chirurgica, ortopedica, neurologica, neuropsicologica, ecc.). Si tratta di persone con disabilità motoria grave e talvolta anche intellettiva, che hanno avuto la possibilità di effettuare anche 4 o 5 esami o visite nella stessa giornata, con un operatore dedicato al trasporto in sedia o barellino durante tutto il percorso.

Ben più complessa, nell’ambito della rete nazionale DAMA, è stata l’attività dedicata a persone con gravi disturbi cognitivo relazionali, non collaboranti o parzialmente collaboranti, ai quali dallo scorso luglio un team multidisciplinare garantisce una assistenza personalizzata, che tiene conto delle loro necessità e che non utilizza mezzi di contenzione. Nell’ambito di questa attività, 11 sono state le persone prese in carico da luglio, per un totale di 24 prestazioni  già effettuate in sedazione (RM, PET, visiste ORL, prelievi…), e altre 3 già programmate. Una delle prossime RM programmate, è stato detto nel corso del convegno, verrà eseguita su un ragazzo proveniente da Pesaro. I familiari si sono rivolti a Terni che è il centro più a sud dopo la  Toscana, dove una direttiva regionale ha previsto l’adesione alla rete DAMA obbligatoria per tutti gli ospedali maggiori.

Al convegno del 5 dicembre sono intervenuti Raffaele Goretti, presidente dell’Osservatorio regionale sulla disabilità, e  Angiolo Pierini, referente per l’Umbria del Centro nazionale autismo, e le associazioni di volontariato che hanno raccontato la loro esperienza di collaborazione con l’azienda ospedaliera. La dottoressa Donatella Perugini, care manager del Cad, e il dottor Stefano Cappanera, coordinatore del team multidisciplinare, hanno illustrato le attività e i primi risultati del servizio. Presenti anche i promotori del CAD, la dottoressa Agnese Barsacchi e il direttore generale Maurizio Dal Maso.

Foto: TerniLife ©

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