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Ast, è morto l’operaio 35enne Gianluca Menichino

E’ morto l’operaio ternano di 35 anni, Gianluca Menichino, che lo scorso luglio è stata vittima di un grave incidente lungo la linea Lac2-Pixl delle acciaierie di Terni (LEGGI).

Malgrado tutti i tentativi da parte dei medici, prima al Santa Maria, poi a Foligno e, infine all’ospedale di Branca, le sue condizioni sono peggiorate a tal punto da portarlo al decesso.

Appresa la notizia il sindaco Leopoldo di Girolamo ha inviato un telegramma alla famiglia del giovane.

“Con immenso dolore – dichiara in una nota il sindaco Di Girolamo – ho appreso del decesso di Gianluca Menichino, il giovane operaio che a luglio scorso è rimasto vittima di un incidente all’interno dell’Ast. Purtroppo i sei mesi di sofferenza e speranza non sono approdati all’esito che tutta la città avrebbe voluto, quello della ripresa di un giovane dedito al lavoro e alla famiglia, amato da tanti amici.

Nelle ore immediate all’incidente di questa estate ho avuto modo di conoscere i genitori di Gianluca Menichino, apprezzando la loro forza, il loro coraggio, la grande dignità nell’affrontare una vicenda così dolorosa ed inaspettata. Mi auguro che presto venga fatta chiarezza su quanto accaduto. A nome dell’intera città mi stringo alla famiglia rappresentando il dolore della comunità ternana per un infortunio sul lavoro rilevatosi purtroppo mortale”.

“Faccio le mie più sentite condoglianze alla famiglia e agli amici di Gianluca Menichino, l’operaio Ast morto questa mattina in seguito al tragico incidente capitato circa sei mesi fa” scrive Emanuele Fiorini Capogruppo Lega Umbria.

“E’ una vicenda – continua Fiorini – che mi ha toccato profondamente, essendo stato io stesso operaio all’interno dello stabilimento ternano ed avendo lavorato fianco a fianco con Gianluca nella stessa squadra e nella stessa linea. Da consigliere regionale, da collega e da amico, oltre ad esprimere il mio cordoglio, voglio auspicare che giornate come questa non si ripetano più e che il diritto al lavoro vada di pari passo con il diritto alla sicurezza. Auspico interventi mirati da parte dell’azienda per garantire la salvaguardia
del personale impiegato ed assicuro il mio impegno affinché ciò avvenga”.

La presidente della Regione Umbria Catiuscia Marini e il vicepresidente e assessore allo Sviluppo economico Fabio Paparelli esprimono “cordoglio e vicinanza a familiari e colleghi” dopo aver appreso “con dolore” della morte di Gianluca Menichino, l’operaio ternano che nel luglio scorso era rimasto ferito in un infortunio sul lavoro alle Acciaierie di Terni.

“Ci stringiamo ai familiari – affermano – rinnovando il nostro impegno a mettere in atto un’azione ancora più forte e diffusa per la sicurezza nei luoghi di lavoro”.

“Riteniamo – scrivono le Rsu Ast – che in questo momento ogni parola sia superflua e di conseguenza a nome di tutti i lavoratori di Ast esprimiamo la più sincera vicinanza e condoglianze alla famiglia di Gianluca”.

Anche l’azienda Acciai Speciali Terni esprime il suo cordoglio alla famiglia e agli amici di Gianluca. “Dal giorno dell’incidente, lo scorso 10 luglio, – scrive Ast – la vita di Gianluca è rimasta appesa a un filo: il ricovero nel reparto di rianimazione dell’ospedale di Terni durò quasi tre mesi, poi il trasferimento nel reparto specializzato di Foligno. L’Azienda continuerà ad essere vicina alla famiglia e rinnova il suo impegno affinché simili incidenti non si ripetano mai più, nella consapevolezza che la sicurezza e la salute di ogni dipendente siano i beni più preziosi da tutelare”.

“Per noi – scrive Cgil Terni – che il lavoro proviamo a rappresentarlo e difenderlo la morte di Gianluca oltre ad essere una tragedia sul piano umano è una sconfitta sul piano politico. Perché le morti sul lavoro, non ci stancheremo mai di dirlo, sono un fenomeno che può e deve essere cancellato. Non sono frutto di casualità o del fato, non sono “un costo necessario da pagare”, sono intollerabili e drammatici effetti di un sistema che va cambiato, rimettendo davvero al centro il valore del Lavoro e della persona umana.

Ai familiari di Gianluca, ai suoi amici e compagni di lavoro va il nostro più sentito cordoglio”.

“Le Segreterie Territoriali – scrivono Fim Cisl, Fiom Cgil, Uilm, Fismic, Ugl –  in questa tragica giornata si uniscono al dolore dei famigliari di Gianluca Menichino sapendo che ogni parola è superflua a colmare il vuoto che lascia il collega e amico Gianluca. Oggi più che mai dovrebbe essere il silenzio a farne da padrone ma purtroppo questo è il triste epilogo di situazioni che ad oggi rimangono ancora irrisolte rispetto alle nostre preoccupazioni più volte espresse riferite ai temi del lavoro.

Siamo al paradosso che il tutto si ristringe in soli annunci da parte aziendale che non sono consequenziali sulle cose da fare e risolvere, fino al punto che le comunicazioni e le informazioni sono limitate per mezzo di organi di stampa. Nel corso del 2017 abbiamo più volte sollecitato di affrontare temi come organici, ritmi di lavoro, protocollo sicurezza ed altro e a distanza di un anno sono rimasti irrisolti, nella maggior parte dei casi addirittura inascoltati.

Confronto, discussioni e possibili soluzioni condivise con disponibilità in impegni da parte aziendale, forse non avrebbero evitato il tragico epilogo di oggi, ma sicuramente è questa la via che ci mette nelle condizioni di migliorare la qualità del lavoro al fine di evitare possibili e eventuali futuri incidenti”

Anche il prefetto di Terni, Paolo De Biagi, esprime il proprio “cordoglio e vicinanza al dolore dei familiari, amici e colleghi di Gianluca, nonché all’intera comunità locale, duramente colpita dal grave lutto”.

Il gruppo consiliare del Partito Democratico di Terni a Palazzo Spada si unisce al dolore per la perdita di Gianluca. “Siamo vicini – scrive in una nota il gruppo consiliare del Pd – alla sua famiglia con senso di impotenza che ci consegna però più forza per chiedere maggiori controlli, maggiore attenzione, maggiore investimento per tutto ciò che riguarda la sicurezza nei luoghi di lavoro”. “Alla profonda tristezza – continua la nota – si unisce l’esigenza di pretendere che questi infortuni non avvengano più”.

Foto: (archivio) TerniLife ©

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