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È cieco dalla nascita ma vuole scalare l’Everest| La storia di Gabriele

(Da Repubblica) Gabriele Scorsolini ha 18 anni e il mondo l’ha sempre e solo immaginato. Non vedente dalla nascita per un glaucoma congenito bilaterale, ha una passione incredibile per la musica e la montagna. “Scalo perché cerco il silenzio e i piccoli rumori, perché mi piace la libertà” racconta. I suoi sogni volano alti. Frequenta il liceo scientifico a Terni, dal buio l’ha tirato fuori la voglia dell’altezza. “La prima scalata sette anni fa, sulle falesie di Ferentillo. Mi è piaciuto, ho continuato”.

La tecnica non esiste, ne ha inventata una lui con la sua guida del F.A.S.I., la federazione italiana arrampicata sportiva: “Lui mi chiama a voce i passaggi, mi indica gli appoggi, poi tocca a me “sentirla” la roccia, ogni centimetro guadagnato mi si schiude dentro qualcosa”. Centimetro dopo centimetro, Gabriele ha guadagnato vette e allargato i suoi orizzonti. E nell’ottobre 2016, con un gruppo di scalatori dell’associazione Sportabili di Predazzo, è volato in Nepal, per attaccare la più grande delle sfide per un alpinista, l’Everest. Inaccessibile anche al pensiero, ma non per Gabriele: “In montagna la vista non serve, ti accompagna l’aria, l’istinto è quel che ti porta su”.

L’ambientamento, un mese per prendere le misure alla cima più alta della terra, il corpo che si adatta alla rarefazione, all’altitudine, alle ristrettezze della vita in tenda. Ma il sogno a un certo punto si spezza, prim’ancora del Campo Base: una gastroenterite acuta consiglia alla compagnia di rinunciare alla scalata a quota 4100. Gabriele non demorde, il giorno dopo le dimissioni dall’ospedale vorrebbe tornare a scalare. I medici però si oppongono e la compagnia torna in Italia. Ora Gabriele vorrebbe riprovarci: “Vorrei organizzarmi ancora, tornare in Nepal, è importante però raccogliere fondi, perché i costi sono molto alti, il viaggio, la permanenza, l’attrezzatura. Torneremo presto, ho una voglia impressionante di mettermi sotto i piedi il resto della Terra”.

La montagna non ha segreti per Gabriele. Oltre che scalare, il ragazzo di Terni scia, fa trekking, pratica d’inverno sci alpinismo, la più ardita e pericolosa delle specialità della neve, il fuoripista. Istinto e orecchio, la voce della montagna, l’aria che frizza nei polmoni è la sua benzina. La sua vita per immagini e parole è sulla sua pagina Facebook.

Foto: web ©

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